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Oggi parliamo di un film. Un film del 2000, per la precisione: si tratta di Memento, di Christopher Nolan e se ancora non l’avete visto smettete immediatamente di leggere, procuratevelo – possibilmente in maniera legale – e vedetevelo.

Il film, per quelli che ancora non l’hanno visto nonostante la mia raccomandazione di cui sopra (tranquilli, non spoilero nulla) e per quelli che l’hanno visto ma non se lo ricordano, parla di un tizio che a seguito di un trauma perde la capacità di costruire nuovi ricordi. Cioè, lui si ricorda tutta la sua vita fino a un dato avvenimento, dopodiché nulla. E dimentica tutto ciò che gli succede nel giro di 5 minuti. Del tipo che andate a casa sua a prendere un caffè, vi assentate per andare in bagno e quando tornate in salotto per lui siete dei perfetti sconosciuti.
Il che è altamente seccante se, come il protagonista del film, bisogna andare a caccia dell’uomo che ha ucciso vostra moglie (il trauma a seguito del quale se n’è andata la memoria).

Oggi però parliamo anche di un libro. Il libro è del 2011, ed è quello che i critici più raffinati hanno definito “un libro coi controcoglioni”. Si tratta di 22.11.63 (11/22/63, in Italia) di Stephen King, ed è probabilmente il libro meno fantahorror del Re ma sicuramente uno dei più godibili. Parla di un tizio a cui un amico in fin di vita rivela l’esistenza di un varco temporale, che riporta chiunque lo attraversi alle 11:58 del 9 settembre del 1958. Il tizio viene convinto dall’amico ad attraversare il varco e a vivere nel passato per cinque anni, così da poter sventare l’omicidio di Kennedy e presumibilmente salvare il mondo da un bel po’ di cose brutte che ne sono seguite: la guerra in Vietnam, gli assassinii di Robert Kennedy e di Martin Luther King, eccetera.

Per oggi credo sia tutto.

Ah, volete sapere perché fra le categorie di questo post ci sono “italia” e “politica”? Semplicemente perché Memento è la migliore fotografia dello stato psicopatologico dell’opinione pubblica italiana, chiaramente sconvolta dal crollo della prima repubblica, e da allora incapace di costruire nuovi ricordi. Altrimenti non si spiega come la coalizione PdL-Lega Nord-Destra sia accreditata di un 30% nei sondaggi, in crescita.

Per quanto riguarda il libro, beh, di fronte a ogni storia di viaggi nel tempo viene naturale pensare a cosa si potrebbe fare se si avesse la possibilità di tornare nel passato, magari proprio al 9 settembre 1958. Ecco, sopra non vi ho detto che il protagonista del libro di King prima di sventare l’attentato a Kennedy compie lui un omicidio, eliminando un cattivone che di lì a poco avrebbe fatto delle cose molto brutte.

Non serve aggiungere altro, ve’?