Di bilanci, di tre carte e di astensionismo

Pubblicato: 27 settembre 2013 in di italia, di roma
Tag:, , , , , , ,

Cambiano i sindaci, cambiano i comandanti dei vigili, cambiano i governi delle larghe intese,
ma un vizio schifoso i nostri amministratori locali non se lo levano: fare cassa con gli autovelox “appizzati” (romano per “nascosti”) dietro curve o qualsiasi anfratto la sede stradale offra.

Ora, è del tutto scontato che i limiti di velocità bisognerebbe rispettarli. Ma è altrettanto

vero che il 90% dei limiti di velocità delle strade italiane sono improponibili e impossibili da rispettare. Nulla da dire sui 130 km/h in autostrada: è un limite ben più ampio di quello concesso in numerosi altri paesi. A differenza degli altri paesi, però, da noi il resto dei limiti di velocità è assegnato con un criterio che gli studiosi più pignoli definirebbero “a cazzo de cane”. Cantiere in autostrada che comporta la chiusura della corsia d’emergenza? Limite a 40 km/h. Badate bene: sono sempre aperte le due corsie “tradizionali”, però teoricamente dovete andare più piano che nella via di casa mia.

Strada statale con due corsie per senso di marcia, più corsie d’emergenza e spartitraffico centrale (di fatto un’autostrada)? Limite a 90 km/h, con repentini abbassamenti a 70 in corrispondenza di svincoli.

Strada a senso unico con due corsie, senza attraversamenti pedonali o strade laterali che vi si immettono? Limite a 50 km/h, esclusivamente perché si trova in zona “urbana”. Lascia stare che ai lati ci sono solo alberi e per scorgere una casa bisogna essere dotati di un buon binocolo: è urbana. E se per caso ti trovi a percorrerla con lo scooter in una sera d’estate in cui ci siete solo te e la luna, e se per caso con lo scooter raggiungi la mirabolante velocità di ottantadue chilometri all’ora, sappi che ci sarà la solerte agente Bocca**** nascosta dietro una curva pronta a scattare una foto di te a bordo del tuo bolide (un “centauro” scriverebbero quelli che fanno i titoli sui giornali), facendo sì che un paio di mesi dopo tu ti trovi a fare la fila alla Posta per ritirare un bollettino da 181 euro da versare a Roma Capitale. E tre punti sulla patente in meno.

Fatto salvo che dei punti sulla patente non me ne pò fregà de meno, dei 181 euro sì, eccome. Perché pesano – tanto – su un bilancio familiare che è più precario del governo Letta, e sono una sanzione totalmente fuori luogo rispetto all’entità dell’infrazione. Calcolando che se io parcheggio su un posto riservato ai disabili, ad esempio, la sanzione è di 78€, o se transito su una corsia preferenziale è di 85€.

Io capisco l’esigenza di mettere soldi nelle casse del Campidoglio, caro sindaco Marino che t’ho votato e t’ho fatto votare, ma gli autovelox no. Perché sono una truffa. Come sono utilizzati in Italia sono nient’altro che una truffa. Tanto vale che addestriamo degli agenti al gioco delle tre carte e li mandiamo la domenica mattina a Porta Portese. O che parcheggiamo una volante al lato della strada con lo specchietto rotto per poi fermare gli automobilisti tirandogli un sasso sulla fiancata, e fingere che a romperlo siano stati loro.

– Capo, se vòi famo er Cid però nun te conviene che te fa scattà er malus sull’assicurazione. Se me dai ‘na piotta stamo pace così.
– Come, 100 euro per lo specchietto di una Punto del ’98?
– È riscaldato.
– Ah beh, se è riscaldato. Tenga, e scusi ancora.
– Nte preoccupà, però la prossima vorta stai attento, che se invece dello specchietto pijavi un regazzino…
– Si ha ragione, scusi.

Ennò cari sindaci, così non va. Già mi negate la possibilità di mandare mia figlia a un asilo pubblico; se poi mi trattate pure come pollo da spennare mi incazzo davvero, e finisce che la prossima volta a votare non ci vado manco io. E se a votare smettono di andarci quelli come me, vuol dire che il problema è serio. Dannatamente serio.

Post lamentum

Sì, sono tornato. Essenzialmente perché a questa signora non si può dire di no. Forse a breve spiegherò i motivi dell’assenza, ma forse anche no, perché in realtà è tutto molto noioso e tremendamente banale.

Annunci
commenti
  1. ellegio ha detto:

    Più facile fare cassa così che lavorare un po’ – tipo: davanti a una scuola pubblica (una qualsiasi!) quando è l’ora d’ingresso o di uscita degli studenti, tanto per fare un esempio. O uno dei miliardi di incroci che diventano critici nelle ore di punta.

    • simcek ha detto:

      Io i vigili non li capisco, onestamente. Il 99% delle volte a Roma si mettono agli incroci e fanno segno di passare alle macchine che hanno il verde, e di fermarsi a quelle che hanno il rosso. Boh.

  2. 'povna ha detto:

    Riesco a commentare poco in maniera direttamente esperienziale, non guidando. Ma il fatto che una multa per il parcheggio sulle strisce gialle valga in proporzione così meno dell’altra mi inquieta.
    E condivido molto la fine: guai se smettono di votare quelli come noi (ma sì, tiriamocela un po’!). Per un sacco di buoni motivi.
    Grazie di aver risposto all’invito, sul serio, eh. Nella speranza che non sia un una tantum, però. In cambio, mi impegno persino a imparare i segnali stradali.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...