Di sigarette, di passeggini e di animali

Pubblicato: 8 aprile 2013 in di italia, di orrori

Giornata al Bioparco.

Ovvero: quello che avrebbe potuto scrivere mia figlia oggi.

All’entrata c’era da fare un sacco di fila, ma per fortuna c’erano i numeretti e i signori delle casse erano svelti. Si sono però dovuti arrabbiare un paio di volte perché la gente oltrepassava la linea gialla, anche se c’erano un sacco di cartelli con su scritto “Si prega di attendere dietro la linea gialla”.


Abbiamo iniziato a vedere gli animali, anche se a me davano un sacco fastidio i grandi che fumavano le sigarette dappertutto. Dentro al Bioparco ci sono quattro o cinque grandi orsi che reggono dei posacenere, e c’è scritto che se proprio non ce la si fa a stare senza fumare, di farlo per cortesia solo accanto a quegli orsi. Ma un sacco di gente fumava ovunque, e poi buttava le cicche per terra.

Per vedere le giraffe bisognava salire su una terrazza. C’era un cartello bello grande che diceva “Vietato l’accesso ai passeggini”, allora mio papà è andato a posare il mio nel parcheggio dei passeggini. Però un sacco di altri genitori spingevano lo stesso il passeggino su per la rampa che portava alla terrazza, e si creava un bell’ingorgo con i passeggini che dovevano scendere, anche se per scendere c’era una scala apposta. Però ovviamente non si può scendere una scala col passeggino (forse è per quello che c’era il cartello) e allora c’era un gran traffico.

Poi abbiamo comprato i biglietti per salire sul trenino che fa il giro del parco. Eravamo in fila mentre il trenino si riempiva: era quasi tutto pieno però c’era ancora una fila di sedili libera e io ero contenta perché ci stavamo per sedere lì. Però a un certo punto è arrivata una signora che ha scavalcato la fila dall’altra parte e si è seduta davanti alla porta del trenino, così io mamma e papà non siamo potuti salire, e invece si sono seduti i figli della signora.

Abbiamo aspettato il treno successivo e ovviamente eravamo i primi della fila. Però quando il treno si è fermato un sacco di altri bambini sono passati sotto al cordone della fila e si sono seduti prima di noi. Io pensavo che i loro genitori li avrebbero sgridati perché non si fa, invece ridevano tutti e dicevano “Vai, vai, bravo!”.

Dopo il trenino volevamo prendere un gelato, e mentre papà li stava comprando io ero con il nonno e la mamma, e volevamo dare da mangiare un po’ di pane a un fagiano che camminava libero lì vicino. Però mentre io gli tiravo le briciole è arrivato un altro bambino molto più grande di me – mi sa che avrà avuto 8 o 9 anni – e ha spaventato il fagiano e lo ha fatto scappare via. Allora nonno ha detto al papà del bambino “Peccato, gli volevamo dare da mangiare!”, e quello ha risposto tutto arrabbiato “È un bambino, mica lo posso legare!”. E sono andati via e continuavano a girarsi e dire delle cose che però non ho capito. Per fortuna che mio papà non ha visto la scena, perché quando mamma gliel’ha raccontata mi è sembrato un sacco arrabbiato e quasi voleva correre appresso a quel signore maleducato.

Insomma, ieri al Bioparco abbiamo visto un sacco di bestie.
E poi anche le tigri, i leoni, le scimmie, i serpenti…

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commenti
  1. 'povna ha detto:

    Perché per diventare genitori bisognerebbe fare un esame, prima. Così ci eviteremmo le bestie incontrate da tua figlia e da voi, sparutissime eccezioni.

  2. lanoisette ha detto:

    ah, e ovviamente questo tuo post va a braccetto con questo nostro:
    http://benzinaenocciole.blogspot.it/2012/11/lanello-di-re-salamone.html

  3. insopportato ha detto:

    Meno male che non c’ero, se no litigavo con qualcuno.

  4. simcek ha detto:

    Noisette: me l’ero perso quel post. Mi consola (poco) sapere che allora non siamo solo noi romani, le bestie.

    Insopportato: guarda, ho desistito dall’attaccare briga con il deficiente dell’episodio del fagiano solo perché c’erano i bambini.

  5. lafrangia ha detto:

    Schiaffoni a tutti come se non ci fosse un domani.

    • simcek ha detto:

      Ma infatti. L’unico problema è che ai bambini presenti poi dai l’impressione che le dispute vadano risolte con la violenza.
      Che in effetti arrivati al punto in cui siamo potrebbe non essere un male.

  6. elisabettapendola ha detto:

    che cafoni! (non voi, eh)

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