Di pareggi, di X Factor e di calze complottiste

Pubblicato: 30 gennaio 2013 in di italia, di politica
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Dunque alla fine sarà un pareggio. A meno che tutti i sondaggi non stiano clamorosamente sbagliando da due mesi a questa parte (cosa peraltro non da escludere) il centrosinistra (Pd+Sel+altri, dove altri sta essenzialmente per i socialisti), pure in vantaggio di sette-otto punti sul centrodestra (PdL+Lega+altri, dove altri sta per quelli che fanno finta di odiare Berlusconi ma lo sostengono, tipo la Meloni) non riuscirà ad avere la maggioranza al Senato, per colpa del famigerato Porcellum. E dunque con ogni probabilità Bersani & co. dovranno stringere un’alleanza col centro (Monti+altri, dove altri sta per Casini, che dopo aver sostenuto il premier per due anni ne verrà fagocitato, e Fini, che l’ultima volta che ha azzeccato una mossa stava ballando il Tuca Tuca con la Tulliani in un resort di Sharm el Sheikh).

Se si arriverà a questa patetica situazione di stallo la responsabilità sarà essenzialmente da addossare a quell’insalata mista di riciclati politici, magistrati e telegiornalisti che va sotto il nome di Rivoluzione Civile. Quelli che Berlusconi è cattivo, Monti è peggio ma noi impediamo a Bersani di vincere perché non è abbastanza meglio. Il problema in effetti sta tutto qua; il problema della sinistra italiana, intendo: il fattore X che consente al centrodestra di vincere a spasso le elezioni in cui è favorito e di pareggiare quelle in cui parte con un handicap che al confronto Stephen Hawking Tiger Woods è un dilettante.

È semplice: di là non si fanno problemi a riformare coalizioni con ex alleati coi quali fino a cinque minuti prima ci si sputava in faccia (Berlusconi e la Lega si sono lasciati e rimessi insieme più volte di Belen e Corona), e quando si sta al governo si vota sempre compatti, fosse una manovra economica lacrime e sangue o la certificazione che Ruby è la nipote di Mubarak. Il tutto sempre tenendo presente il bene supremo: la poltrona su cui poggiare il culo. Dice, ma almeno Fini l’ha mollato Berlusconi. Sì, ma c’ha messo 16 anni, tre governi e mezzo, svariate prostitute minorenni e una crisi economica di troppo. E comunque il culo sulla poltrona di presidente della Camera l’ha tenuto ben saldo.

Di qua, invece no. Di qua conta la purezza.

– Non siete abbastanza di sinistra.
– Sì, ma comunque siamo più di sinistra della destra, no?
– Eh ma che ci vuole.
– Vabbè, non dico che dovete sostenerci, ma almeno evitiamo di farci del male a vicenda, no? Dopotutto sul 99% delle questioni la pensiamo allo stesso modo, e sul restante 1% possiamo fare in modo di trovare un compromesso…
– Nessun compromesso con chi è complice dei borghesi.
– Ma che complice, ma che borghesi, ma che stai a dì? Ma ti senti quando parli? Sembri un ciclostilato del ’78!
– Quando siete andati al governo non avete fatto la legge sul conflitto di interessi, che avrebbe tolto definitivamente di mezzo Berlusconi.
– Aridaje… Ok, è stato un errore. Ci cospargiamo il capo di cenere, ma siccome non possiamo tornare indietro nel tempo, un modo per far fuori definitivamente Berlusconi ci sarebbe. Ora.
– E sarebbe?
– Sarebbe un accordo di desistenza. Voi in Lombardia non avete alcuna speranza di eleggere uno che sia un senatore, perché l’8% non lo prendete nemmeno se candidate la reincarnazione di Karl Marx.
– E quindi?
– Quindi facciamo così: voi ci date un nome che mettiamo in lista noi, in posizione sicura per l’elezione. In cambio non presentate la lista e dite di votare per noi, così il vostro 4% si somma al nostro 33%, vinciamo facile il premio regionale e al Senato abbiamo una maggioranza solida.
– No, non si può fare.
– E perché no?
– Perché voi siete amici di Monti.
– Ma come amici di Monti?
– Lo avete sostenuto.
– Guarda, era un governo d’unità nazionale in un momento d’emergenza per il paese, forse per l’Europa. E poi grazie al nostro contributo parecchie delle porcate che avrebbe fatto il centrodestra sono state cancellate o depotenziate. E poi non scordarti che l’alternativa era un altro anno di Berlusconi, Tremonti, Sacconi, Brunetta, Carfagna, Santanchè…
– Non esiste, ormai avete messo le mani in pasta con Goldman Sachs, il gruppo Bilderberg, la massoneria e pure le scie chimiche.
– Le scie che?
– Le scie chimiche, lo stratagemma utilizzato dal Nuovo Ordine Mondiale per controllare le menti umane. E il tempo atmosferico. E spargere epidemie. E provocare terremoti. Ah no, quello è HAARP, sto a fa’ confusione coi complotti.
– Ma l’Harp non era una birra? Senti, a parte tutto, lo facciamo o no ‘sto patto di desistenza regionale?
– Giammai. Voi poi fate l’accordo con Monti.
– Ma quale accordo con Monti! Quella sarebbe una soluzione estrema: nel caso in cui non avessimo la maggioranza al Senato ovviamente saremmo costretti ad aprire un dialogo quantomeno per fare quelle riforme necessarie, tipo la legge elettorale.
– Ecco lo vedi? Lo ammetti tu stesso: siete amici di Monti, amici delle banche, amici di Goldman Sachs e pure di Golden Lady.
– Golden Lady?
– Certo, l’azienda che sta dietro al complotto delle calze che controllano gli spostamenti di tutte le donne che le indossano.
– Stai vaneggiando.
– Ah sì, ti sei mai chiesto perché esistono i collant 30 denari? Il Vangelo, Giuda, il tradimento… Non ti dice niente?
– …

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commenti
  1. 'povna ha detto:

    Hai scritto il post che avrei voluto scrivere io su Rivoluzione Civile. Aggiungo solo che per di più lì non c’è la sinistra pura, c’è un’accozzaglia di gente tra cui quei forcaioli dell’IdV che stanno alla purezza quanto le condizioni igieniche durante la peste del ‘300. Quindi meglio col partito di Di Gregorio che con quello di D’Alema. Saran gusti…

  2. 'povna ha detto:

    ps. mi hai dato la spinta a fare quello stesso post da un altro punto di vista, assolutamente personale idiosincratico. Se interessa, qui: http://nemoinslumberland.wordpress.com/2013/01/30/ovviamente-ti-iscrivi-apologo-per-la-campagna-elettorale/

    • simcek ha detto:

      Certo che interessa 🙂 Anzi, ha già interessato! (Come tutti i tuoi post del resto, anche se non sempre commento, leggo tutto).

      Ovviamente hai ragione sull’IdV, e visto che proprio dobbiamo dirlo in Rivoluzione Civile c’è anche il movimento arancione di De Magistris, sindaco di una città dove oggi i mezzi pubblici non sono circolati perché a secco di gasolio.

  3. insopportato ha detto:

    quella delle calze 30 denari a chi l’hai rubata? ;D

    • lafrangia ha detto:

      Comunicazione di servizio: si pregano povna e simcek di flirtare più velatamente! (intellettualmente, eh?)

      Dopodichè, io amavo Ingroia (non quanto De Magistris, con lui è veramente una questione carnale, è troppo figo) poi ha fatto sta cappellata epica senza ragione, o comunque per ragioni a me oscure.
      Quindi ti voglio bene, ma non ti voto giammai.

      Dall’altra parte (ovvero il Pd, che piuttosto che votarlo mi stacco le mani a morsi) ci stanno sti quattro cretini che dicono “ti prendi i miei voti, mi rubi il voto…” e simili.
      Ma da quando in qua i voti sono di qualcuno? Ma volete alzare il culo e meritarveli una buona volta?
      Siete riusciti a far rimontare il Nano dopo Mills, Ruby, Tarantini, Dell’Utri, scandali su scandali Mediaset, Maristel Polanco, la Minetti!!!!, l’alleanza con la Lega Ladrona, la bandana…insomma, chi più ne ha più ne metta.
      Avete lasciato che Fini (Fini! quello di “i gay non possono essere dei buoni insegnanti”!) vi facesse lezione di opposizione con quel suo ditino alzato, rendetevene conto.
      Vi tenete lì la Bindi e Vendola insieme, vi scannate tra di voi non si capisce mai bene per quale motivo, siete progressisti ma il voto cattolico non lo mollate manco per un secondo.
      Chiedete a Severgnini di rappresentarvi (serviva anche a voi la faccia di uno che piace? “Italiani di domani” vende più di “Noi”?) e deroga su deroga vi tenete lì anche gente che è più vecchia di mia madre.
      Ma poi se Berlusconi rimonta è perché ha comprato Balotelli al Milan, certo. E se voi scendete nei sondaggi è per “colpa” di Grillo e di Ingroia.
      Perché, non è chiaro il perché, loro sono non sono credibili, il loro governo non reggerebbe e invece il vostro sì (me ne so accorta nell’ultimo ventennio infatti).
      Ma fatemi il piacere, veramente, dite chiaramente “ce pesa er culo” e a quel punto apprezzerei almeno la sincerità.

      Insomma, per dire che Ingroia si sta comportando veramente male ma è certo che sta in ottima compagnia.

      (lo so che ho messo troppe parentesi, questa compresa)

      • simcek ha detto:

        Frangia: due risposte.
        Innanzitodo, sei pregata di non alludere a miei presunti flirt, seppur intellettuali, online. Che Moglie in genere non legge quello che scrivo (o quantomeno così dice), ma se poi legge e inizia a farsi strane idee ce vieni a parla’ te. Già fa la faccia strana quando vado a letto all’una e dico che ho fatto tardi per scrivere una cosa sul blog…
        (Per quanto riguarda il merito della questione potrei dirti semplicemente che “great minds think alike.)

        Politica. Non entro nelle tue perversioni e fantasie erotiche coi magistrati: a me per esempio tendono a piacere le farmaciste, so’ gusti.
        Se poi vogliamo parlare dei difetti del piddì ci diamo appuntamento un sabato sera, io porto le birre, un dvd di Crozza e tiriamo fino all’alba.
        Se invece vogliamo fare un discorso serio, devo dirti che non sono d’accordo ma manco un po’ con quello che scrivi. Perché sì, il piddì c’avrà tutti i suoi difetti e contraddizioni (e non a caso io la croce non la metto sul suo simbolo), ma è un partito serio, moderno ed europeo. Posso assicurarti che anche i laburisti inglesi hanno le loro belle gatte da pelare, per non parlare poi dei democratici americani. Per non parlare dei conservatori di ogni parte del globo.
        D’altronde non potrebbe essere altrimenti: in ogni grande assemblea democratica hai inevitabilmente le eccellenze e i cretini. Bisogna cercare di evitare che i secondi prevalgano sulle prime, e mi pare che il piddì in generale ci stia riuscendo.
        I voti “rubati”. Il centrosinistra la sua proposta di governo l’ha fatta: http://issuu.com/tamtamdemocratico/docs/cartaintentipd/1
        Sono otto pagine, scritte decentemente, lontane anni luce dal grottesco tomo dell’Unione del 2006. Alcune cose mancano, altre sono forse migliorabili, ma in linea di massima chiunque non sia un conservatore/liberista o uno di Lotta Comunista non può non condividerne l’impianto generale. E il problema qui è che gente che quell’impianto lo condividerebbe in larga parte ha dato vita a una formazione politica il cui intento dichiarato è di andare CONTRO il centrosinistra. Non sui contenuti del programma, ma semplicemente per il fatto che il Pd ha sostenuto Monti. È la logica del “tanto peggio tanto meglio”, anche detta logica del marito che se lo taglia per far dispetto alla moglie. (non a caso Gallino e gli altri intellettuali che all’inizio avevano sposato il movimento hanno fatto tutti un rapido dietrofront). E se permetti io mi incazzo, e siccome dall’orecchio dei contenuti non ci senti, l’unica risposta che mi lasci è quella della matematica: ogni voto a Rivoluzione Civile equivale più o meno a scrivere “Forza Inter” sulla scheda elettorale.
        Berlusconi. Berlusconi non sta rimontando per demeriti del Pd. Berlusconi sta rimontando perché l’unica cosa che politicamente sa fare sono le campagne elettorali. E in un paese con una memoria storica di un pesce rosso (cit. Severgnini) e culturalmente devastato proprio da un ventennio di berlusconismo questo è un grande vantaggio. Credimi, anche se ci fosse Obama come leader del csx, il PdL metterebbe insieme il suo bel 10%; dal momento che Bersani non è Obama, quel 10% diventerà probabilmente 20%.
        Sai cosa paga il centrosinistra più di tutto? La sua serietà. Il fatto che si è preso la responsabilità di non andare ad elezioni in un delicatissimo frangente economico, quando le avrebbe vinte a occhi chiusi e con le mani legate dietro la schiena. Il fatto di non avere come leader uno che manda affanculo tutti, o che parla delle cose buone fatte da Mussolini nel giorno della Memoria, o un ragazzino con la faccia pulita, la battuta pronta e le politiche liberiste in tasca.
        Ecco: avesse vinto Renzi le primarie, probabilmente staremmo parlando di altri sondaggi. Però staremmo anche parlando anche di un’altra coalizione, che di certo non sarebbe la mia.

        ps. Dire che “pesa il culo” alla coalizione che ha portato milioni di persone a votare le primarie (per due volte, di cui una sotto Natale) è un’accusa ingenerosa e anche un po’ superficiale.

    • simcek ha detto:

      Insopportato: A Daniele Luttazzi.

      • lafrangia ha detto:

        MMM…allora.

        Cara moglie di simcek, qui si è una comunità di segaioli mentali (anche tuo marito, me ne duole), quindi le mie allusioni erano del tutto fondate ma anche del tutto insignificanti. Ovvero: siamo una massa di gente che parla al computer, t’ho detto tutto, credo che non ci sia bisogno di infierire su di noi.

        Per il resto, apprezzo molto la tua difesa a spada laser del Pd, ma non mi convince. Quello che dici sulle difficoltà di una coalizione larga (per me troppo) e sull’impianto europeo del partito è vero, ma in sostanza non cambia ciò che mi pare giorno per giorno più lampante: stanno incollati con lo sputo e si contraddicono troppe volte. Ad essere meno peggio di Berlusconi ci vuole poco, ma non basta.
        Tanto quanto non basta mettere Ingroia e Ruotolo per fare un partito convincente. Però continua a non piacermi l’idea che se non voglio votare il Berlu allora devo votare il Pd, mi pare anche che ci stiano campando da troppo tempo.
        Renzi escluso (ma lui si farà, è un Silvietto in miniatura, bisogna solo aspettare che questo trapassi), gli altri me li ricordo dalla quarta ginnasio. Quale credibilità personale hanno?
        E va bene il programma, carino, belle le intenzioni, schematica l’impaginazione, va bene tutto…ma la strada di Montecitorio è lastricata di buone intenzioni.
        E le primarie sono state interessanti, sì, ma perché poi nei sondaggi questi stanno sempre appesi? Sempre con st’ansia della rimonta degli altri, pure quando gli altri sono Bossi storpio e Berlu e la Minetti.
        Ok l’impoverimento culturale, ok che Berlu solo la campagna sa fare, ok quello che dice Severgnini…ma mi suonano sempre come giustificazioni parziali.
        E altre due righe sulla “serietà”: se ti riferisci agli elettori del Pdl, può essere vero. Di certo chi ama gli strilloni non può vedere in Vendola o in Bersani il suo beniamino.
        Ma il ragionamento non regge quando si parla degli elettori di ingroia o di Monti, lì paga il fatto che stringi stringi ci si continua a chiedere: ma voi ‘ndo stavate 18, 14, 11 o cinque anni fa?

        Il punto è che non convincono e quindi non vincono.

  4. 'povna ha detto:

    Intervengo tardi, ma domani scadeva la prima tappa della road map tracciata da Viola per scrivere il progetto Elsewhere (quello dei finanziamenti europei da 2 milioni di euro), e dopo aver fatto il mio proprio compitino ho dedicato un’altra parte del pomeriggio all’utile correzione sul significato implicito nella mossa di Silla di oltrepassare il pomerio.
    Allora, per quanto riguarda la comunicazione di servizio di Frangia, mi associo alla risposta di simcek nel merito, però provo ad aggiungere anche una considerazione politica che mi lega alla seconda risposta.
    Io credo che, quando si parla del rapporto del cittadino con la cosa pubblica, avere avuto a che fare con esperienze nazionali figlie di una storia delle idee diversa da quella italiana e molto radicata nel tempo (nello specifico: quella inglese) crei per forza una sintonia di pensiero, perché apre uno spazio interpretazione della cosa pubblica che già nella tradizione continentale esiste poco, in Italia è nulla: intendo una concezione democratico-liberale dello Stato.
    Ecco, l’Italia è una paese in cui i Lib-Dem inglese avrebbero grossi problemi di classificazione prima ancora che di tribuna. C’è stato un tempo, io credo, in cui questa tradizione ha provato timidamente (aumentando la sua parte sociale, almeno in parte) a proporsi anche da noi. Mi riferisco a Gobetti, ai fratelli Rosselli e a ciò che confluì nel (per me mai troppo rimpianto) Partito d’Azione. Visse, e fece cose non buone ma ottime, nello spazio del CLN. Ebbe un ruolo essenziale nella stesura di quella Costituzione che ci invidia il mondo. E poi morì quando il 1948 venne a segnare la fine dell’emergenza (o l’inizio di un’altra) – con ciò replicando quello che era successo, pari pari, un secolo prima, al movimento mazziniano.
    Ecco, se ci si sente rappresentati da quella cosa lì – che da noi non è (e forse non può essere) – e magari si è pure vista all’opera da un’altra parte, è facile che poi nell’analisi si condividano gli stessi binari.
    Tutta questa lunga digressione per dire che anche secondo me questa volta l’alleanza PD-SEL è molto diversa da altre volte. Non ci sono i DIni, i Mastella, il PdCI (vogliamo davvero parlare di quel partito fondato per giustificare il sostegno a D’Alema nel Kossovo – io non ho la memoria di un pesce rosso – e che subito dopo si è riciclato come opposizione estrema, ri-inneggiando pure allo Stalismo con un trasformismo degno dell’Italia liberale?!). E’ un’alleanza di centro-sinistra che contempera con una Sinistra più estrema ma dallo sguardo istituzionale (vedi la Puglia) e migliorista la vocazione tendenzialmente più centrista di quanto non si dica del PD nella sua componente Margherita.
    E, paradossalmente, se è vero che non è perfetta (ma la politica non è perfetta, è imperfezione, disaccordo e discussione per definizione, perché si tratta di tradurre idee nella pratica del mondo: non viene la perfezione in cucina con una ricetta, come è possibile che possa esserlo quando a essere coinvolta è la relazione – contrattata – civile e sociale tra milioni di persone?), secondo me è una di quelle volte in realtà che prenderà più voti “convinti”. Non contro. Non “perché non si può fare altro”. Perché è una coalizione che si propone in ottica concreta (ci saranno lacrime e sangue: è inutile negarlo, sarà vero); migliorista (e già sui diritti civili è una garanzia e una notizia), con una spinta più di avanguardia rappresentata da Sel. Garantisce il senso, la conoscenza e il rispetto (ciò che sembra mancare a praticamente tutti gli altri, incluso Monti, e con l’eccezione, per quanto sembri paradossale, forse solo di Giannino) della parola “istituzione”.
    Di là, da Ingroia, c’è un’accozzaglia di gente e partiti che: a) ha rinunciato a principi cardine in cui crede (e cioè: la rappresentanza indiretta attraverso le formazioni partitiche, il garantismo – parlo di Verdi e Rifondazione); b) cavalcano il giustizialismo dell’ultimo protagonista per rientrare in Parlamento con la solita accozzaglia (IdV); c) vogliono semplicemente il posto (PdCI). A fare da collante un magistrato che si è messo in conflitto con il Presidente della Repubblica (cioè, a meno che il Presidente non sia sotto impeachment, con me cittadina) come ultima performance, per tacere delle precedenti. Io mi chiedo a) dove sia la purezza; b) dove sia la coerenza; c) (e soprattutto) dove sia la politica.
    Di là, da PD + SEL vedo errori, ma le mie tre domande trovano un risposta univoca e per me sufficientemente esplicativa.
    Infine, la questione del “nuovo che avanza”: io non credo nel nuovo, né nella giovinezza come valori in sé e per sé. E trovo i candidati di Rivoluzione civile, quale che sia il numero degli anni del loro fare politica o di esperienza rispetto a quelli di Sel e Partito democratico con un numero di impresentabili per me (quasi) senza pari. (Per tacere, appunto, che non si possono sorvolare le Primarie – non due, ma tre se ci mettiamo pure quella Lombarda, organizzate caparbiamente e in poco tempo, come modalità per rilanciare, dal punto di vista del partito, però, la cerniera tra appunto partiti e cittadini).

  5. simcek ha detto:

    ‘povna: non dico che hai ragione sennò la Frangia poi ci ricama su. Però ecco, insomma. (Ma te trasferirti a insegnare nel Regno no eh? Perché noi la decisione di andare l’avremmo praticamente presa – poi un giorno ne scriverò – e il mio intento di affidarti la pargola per l’educazione media-superiore è sempre intatto)

    frangia: io però non ho capito a che gioco stai a gioca’. Mi dici che il csx non ha un programma, io te lo mostro, e dici sì vabbè bisogna vedere. Continui a demolire la coalizione, senza però indicare chi secondo te è meglio: il che è quasi un comportamento da stellina. Io però lo so che tu sei più intelligente di così, e mi perplimo.

    • lafrangia ha detto:

      E’ molto semplice e molto complicato: non mi piace del tutto nessuno e sto cercando di capire cosa va meglio per me. Cosa mi possa rappresentare di più, ecco. Se Vendola fosse corso da solo (lo so che non è fattibile, ma è per capirsi) mi sarebbe piaciuto più di tutti, ma con Bersani a braccetto mi scade. Se De Magistris si fosse presentato (col sostegno solo ed esclusivamente morale di Ingroia) mi sarebbe piaciuto, ma Ingroia con Favia anche no. Se Grillo avesse mantenuto il punto sui principi e non avesse sbracato a suon di strilli e epurazioni (e certo che quella checca isterica di Scanzi ci mette il suo) non sarebbe stato malvagio, e invece no.
      Insomma, It’s complicated (con Alec Baldwin e Maryl Streep).
      Lo so bene che non si campa di “se” e di “ma”, però si parla della vita politica del nostro Paese, dei nostri diritti e quindi mi pare anche lecito stare lì a rimuginarci sopra e a vedere se di mezzo ci scappa un mezzo ideale.
      Di certo faccio le pulci al Pd perché è l’unico partito degno di un minimo di concentrazione, ecco, non è che mi metto a trovare le piegoline alla Lega perché onestamente c’ho anche una vita più degna d’essere vissuta, tipo guardare le repliche di “Una mamma per amica”.

      Il problema è che, da qualunque parte lo rigiri, sto Pd mi pare sempre il meno peggio. E vorrei tanto che non mi bastasse.

      • simcek ha detto:

        Ok Vendola: ripartiamo da Vendola. Lo so che accompagnarsi a Bersani non è il massimo, ma è come la strafiga della classe che esce con la compagna bruttina: la strafiga lo fa per dimostrare che crede nell’amicizia al di là delle apparenze, la cozza accetta perché così spera di rimorchiare pure lei, brillando di luce riflessa.
        Dai, dai, dai: non posso non averti convinto.

      • lafrangia ha detto:

        non saprei, dammi un chiarimento: la bonazza è bionda?

      • simcek ha detto:

        Bionda? Biondissima che più bionda non si può!

      • lafrangia ha detto:

        (me so immaginata Vendola col parruccone alla Tuca Tuca)

      • simcek ha detto:

        È esattamente lì che ti volevo portare. Quando entri in cabina chiudi gli occhi, richiama questa splendida immagine e metti la tua croce.

      • lafrangia ha detto:

        Mistificatore, fai leva sulle mie icone! (prova a pensare a Bersani col parruccone poi vedi come voti Lega)

  6. ilbuendia ha detto:

    E quando il PD sarà costretto a cercare un’alleanza con Monti (purtroppo pare inevitabile) quelli di Rivoluzione Civile diranno ” visto che li fate gli inciuci?”.

    Che poi qualche tempo fa Ingroia diceva ” siamo qui, aspettiamo Bersani alzi il telefono e ci faccia la proposta ma non chiama”.
    Ieri invece dichiara “Bersani ci ha offerto di mettere dei nostri senatori nelle sue liste per una desistenza al Senato ma picche, era Bersani che doveva accettare la nostra proposta”.
    SI attacchino, mi spiace.
    D’altronde dietro Ingroia c’è la gente che ha fatto cadere due volte i governi di centrosinistra, c’è chi ha portato de gregorio e scilipoti in parlamento.

  7. 'povna ha detto:

    Che dirti? Quando decisi di tornare, sapevo che decidevo di tornare in peggio, la lo feci perché volevo far politica nel mio Paese. Resta vero anche ora, nonostante tutti i nonostante e tutte le notti in cui sogno Albione con nostalgia… 😦

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