Di Nolan, di King e di Berlusconi

Pubblicato: 16 gennaio 2013 in di film, di finzioni, di italia, di libri, di politica
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Oggi parliamo di un film. Un film del 2000, per la precisione: si tratta di Memento, di Christopher Nolan e se ancora non l’avete visto smettete immediatamente di leggere, procuratevelo – possibilmente in maniera legale – e vedetevelo.

Il film, per quelli che ancora non l’hanno visto nonostante la mia raccomandazione di cui sopra (tranquilli, non spoilero nulla) e per quelli che l’hanno visto ma non se lo ricordano, parla di un tizio che a seguito di un trauma perde la capacità di costruire nuovi ricordi. Cioè, lui si ricorda tutta la sua vita fino a un dato avvenimento, dopodiché nulla. E dimentica tutto ciò che gli succede nel giro di 5 minuti. Del tipo che andate a casa sua a prendere un caffè, vi assentate per andare in bagno e quando tornate in salotto per lui siete dei perfetti sconosciuti.
Il che è altamente seccante se, come il protagonista del film, bisogna andare a caccia dell’uomo che ha ucciso vostra moglie (il trauma a seguito del quale se n’è andata la memoria).

Oggi però parliamo anche di un libro. Il libro è del 2011, ed è quello che i critici più raffinati hanno definito “un libro coi controcoglioni”. Si tratta di 22.11.63 (11/22/63, in Italia) di Stephen King, ed è probabilmente il libro meno fantahorror del Re ma sicuramente uno dei più godibili. Parla di un tizio a cui un amico in fin di vita rivela l’esistenza di un varco temporale, che riporta chiunque lo attraversi alle 11:58 del 9 settembre del 1958. Il tizio viene convinto dall’amico ad attraversare il varco e a vivere nel passato per cinque anni, così da poter sventare l’omicidio di Kennedy e presumibilmente salvare il mondo da un bel po’ di cose brutte che ne sono seguite: la guerra in Vietnam, gli assassinii di Robert Kennedy e di Martin Luther King, eccetera.

Per oggi credo sia tutto.

Ah, volete sapere perché fra le categorie di questo post ci sono “italia” e “politica”? Semplicemente perché Memento è la migliore fotografia dello stato psicopatologico dell’opinione pubblica italiana, chiaramente sconvolta dal crollo della prima repubblica, e da allora incapace di costruire nuovi ricordi. Altrimenti non si spiega come la coalizione PdL-Lega Nord-Destra sia accreditata di un 30% nei sondaggi, in crescita.

Per quanto riguarda il libro, beh, di fronte a ogni storia di viaggi nel tempo viene naturale pensare a cosa si potrebbe fare se si avesse la possibilità di tornare nel passato, magari proprio al 9 settembre 1958. Ecco, sopra non vi ho detto che il protagonista del libro di King prima di sventare l’attentato a Kennedy compie lui un omicidio, eliminando un cattivone che di lì a poco avrebbe fatto delle cose molto brutte.

Non serve aggiungere altro, ve’?

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commenti
  1. 'povna ha detto:

    Commento numero 1: se non la smetti di legare alla parola “Berlsuconi” alcune delle mie cose preferite (per ora: Harry Potter, Asterix, Nolan e King) io farò qualcosa di tremendo.

    Commento numero 2: sulla memoria corta italiana ho scritto da me talmente tanto che rischio di ripetermi, ma vorrei dirti che l’idea di Memento è geniale, da un lato. E dall’altro (e politicamente) che io mi ricordo perfettamente non solo PDL e Lega, ma anche il Polo della (era al singolare, già: il plurale fu frutto dell’accettazione da parte dei soggetti di un errore reiterato di dizione di Federica Sciarelli) Libertà e il Polo del Buon Governo del 1994 (con la differenziazione di alleanze volta a prendere, allora come ora, le regioni meridionali).

    Commento numero 3: sul 22/11/63 però, e lo sai, giochi sporco. Perché alla fine il messaggio del romanzo non è propriamente un invito né a riscrivere la storia, né a togliere di mezzo i cattivi con una personale e sommaria giustizia. Più banalmente, a tornare indietro e vivere la vita che ci è data al meglio che si può, con morale onestà e correttezza, in questo mondo del presente. Fosse la volta buona.

    ps. così, per farmi bella: del romanzo parlai qui: http://nemoinslumberland.wordpress.com/2012/01/13/221163-2/

  2. simcek ha detto:

    Risposta numero 1: ok, ok, la smetto 🙂 Almeno fino al dopo-elezioni.

    Risposta numero 2: ma infatti la malattia non colpisce proprio tutti tutti. Però immagino che guardando un manicomio dall’esterno non sia nemmeno facile distinguere con una sola occhiata i pazienti dai parenti che vanno a fargli visita.

    Risposta numero 3: e certo che lo so, e ovviamente quella è la domanda che uno si pone fino a che il libro non l’ha finito 😉

    Ora vengo di là a leggere la tua recensione.

  3. insopportato ha detto:

    Secondo me il protagonista del libro ammazza Kennedy lui stesso, è un classico quando si parla di viaggi nel tempo. Me lo devi prestare comunque.

  4. simcek ha detto:

    Perché, t’hanno inibito l’accesso alle librerie?

  5. keepmehere ha detto:

    Inizio col dirti che Memento l’ho visto qualche anno fa, e che come il protagonista non me ne ricordo che poche immagini. così ho pensato tanto ho il dvd, bella storia (tipica espressione giovanile torinese) stasera me lo guardo. invece cerca cerca cerca e mi sono ricordata che quell’amica a cui l’ho prestato mille anni fa, non me l’ha più restituito. se non fosse che abita dall’altra parte della città, sarei andata a rivendicare ciò che è mio.

    il libro di Stephen King, invece non l’ho letto, nemmeno ne sapevo l’esistenza. Ed è un vero peccato, voglio dire, perchè da ragazzina era una delle mie letture predilette, roba da stare a casa il sabato sera per continuare a leggere, roba così giuro.

    ok ho finito

  6. lafrangia ha detto:

    Bello “Memento”, mi fa tanto pensare a “50 volte il primo bacio”.

  7. LaVostraProf ha detto:

    Avevo un bel commento da fare, credo, sul magnifico Memeno, ma (non avendolo scritto subito sulla coscia destra, è svanito quando la geniale intuizione di Frangia mi ha folgorato

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