Di inferni, di derby e di nocche doloranti

Pubblicato: 12 novembre 2012 in di calcio, di roma
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Disclaimer 1: questo post contiene una grande quantità di parolacce e riferimenti sconvenienti. Mentre scrivo questa prima riga non posso escludere che contenga anche offese a varie entità religiose.
Disclaimer 2: questo post parla anche e soprattutto di pallone. Quindi se siete fra quelli che “ci sono problemi più seri al mondo che undici cretini in mutande, ma ancora non l’avete capito che col calcio vi addormentano le coscienze, panem et circences, i calciatori sono tutti viziati strapagati, ecc.” SMETTETE DI LEGGERE ORA. Ogni commento del tenore di cui sopra sarà punito con pesanti invettive che riguardano anche i vostri familiari e il ban eterno da questo blog.
Disclaimer 3: questo post è stato scritto per elaborare un lutto. Se quindi vi venisse in mente di venire a prendere per il culo per il risultato della partita di ieri, sarete trattati come uno che a un funerale inizia a fare battute pesanti sul morto.
Disclaimer 4: questo post è lungo.

Bene, iniziamo.
Da quando l’essere umano ha preso coscienza della propria anima, intesa come parte spirituale dell’essere vivente, possibilmente indipendente dal corpo, ha anche iniziato a interrogarsi su cosa accade all’anima stessa una volta che il suo contenitore organico smette di funzionare. Fra le interpretazioni più condivise c’è quella di un aldilà in cui l’anima trasmigra e passa il resto dei suoi eterni giorni. In maniera molto piacevole se nel corso della vita mortale si è comportata bene, seguendo i dettami della religione di riferimento; molto spiacevole se al contrario ha infranto uno o più dei detti dettami. Il posto spiacevole viene comunemente definito “inferno”, e anche se molto si è dibattuto sulle sue caratteristiche specifiche, tutte le scuole di pensiero concordano su un punto: ce se sta ‘nammerda.
Ecco, per quanto demmerda ci si possa stare, a me da ieri pomeriggio l’inferno non fa più paura, perché peggio di quello che ho passato ieri dalle 14.40 alle 17 abbondanti non può esistere. Forconi, lingue di fuoco, diavoli arrapati, gente che ti divora il cervello: al confronto di un derby vissuto come è toccato a me quello di ieri, è tutta ‘na passeggiata de salute.
Già perché mentre su Roma centrosud si abbatteva sin dall’ora di pranzo una fitta pioggia ampiamente prevista dai meteorologi, su casa mia – zona Cassia – veniva giù un vero e proprio muro d’acqua che alle 14.37 faceva saltare per la prima volta il segnale di Sky. Tranquillo. È già successo: dura un paio di minuti poi torna. Al massimo tre. Mai più di cinque: dopo cinque minuti è sempre tornato. E infatti è tornato: non dopo cinque minuti ma dopo venti, con le squadre già nel tunnel. E vabbè.
Segna Lamela, e io faccio quasi in tempo a vederlo. Quasi perché il segnale, ora ufficialmente ribattezzato il cazzo di segnale, va via nell’esatto momento in cui la palla varca la linea di porta. Ho la conferma che è gol dalle grida dei vicini, che saranno pure una coppia di spiantati casinari che azionano strani macchinari a orari improbabili, ma almeno so’ romanisti. Insomma: il cazzo di segnale salta, però ha segnato la Roma e uno comunque è contento. Certo, vorrei rivedermi i replay, le esultanze, la curva Sud, la faccia de Petkovic. Invece sto lì che inizio prima ad armeggiare con lo streaming, già sapendo che se mi va bene becco un’immagine sgranatissima e scattosissima di dieci minuti fa, e poi mi arrendo e passo alla cara vecchia radio (la radio! nel 2012!), che fra mille fruscii e interferenze comunque la partita me la racconta.
E mi racconta che la Roma continua a dominare e che pure sull’Olimpico piove una cifra e che forse mannaggiallaputtana lo sospendono ‘sto derby che capace che finisce co’ un altro 5-1. E invece si continua a giocare, e purtroppo per me la radio racconta pure che un testa di cazzo uruguaiano con la faccia da caporale nazista di quelli che ammazzano cinquanta ebrei e poi dicono “stafo zolo ezeguendo gli ordini”, ecco, quel cazzo di uruguaiano s’è messo in testa che lui nella vita deve fare il portiere, e lo deve fare con la Roma. Al derby. Ma se sei un cazzo di uruguaiano con quella faccia, al massimo nella vita devi fare la comparsa nei film coi nazisti, nun te devi mette in porta al derby, che sennò capace che te fanno un tiro da trenta metri centrale e te stai a pensa’ a quello che devi dì a Norimberga al processo, e te scordi che devi para’ e la Lazio segna. Ecco, questo m’ha raccontato la radio.
Intanto il cazzo di segnale di Sky si riaffaccia, ma solo in versione standard, che l’HD è troppo ciccione per trapassare il muro d’acqua che continua a venire giù in zona Cassia. Si riaffaccia giusto in tempo per permettermi di vedere un altro che c’ha la faccia da nazista, ma di quelli che gli ordini li danno, di quelli cattivi cattivi che ammazzano le bambine coi cappottini rossi, infilare la nostra difesa come un coltello caldo nel burro. E tre minuti dopo, uno stronzo di Ostia con la faccia di uno che se ne vorrebbe andare affanculo a Manchester, farsi cacciare perché dà un sinistro a Mauri. Che poi se je lo devi dà ‘sto sinistro almeno faje male, no quel buffetto che hai tirato fuori, bono solo pe’ perde er derby e fasse dà tre giornate. E inguaiarmi pesantemente al Fantacalcio. Che a ‘sto punto è il male minore, ma coadiuva il rodimento di culo.
Sotto di due gol, in dieci, col cazzo di segnale di Sky che va e viene. Già sette o otto gironi danteschi sono meglio di tutto questo.
Giusto il tempo di vedersi tutta la pubblicità fra primo e secondo tempo, e rivedere i gol della Lazio e l’espulsione dello stronzo di Ostia, che le squadre si apprestano a tornare in campo e il cazzo di segnale di Sky – ormai ribattezzato lo stronzissimo segnale di Sky – risalta.
Solo per un paio di minuti però, e si riaffaccia giusto in tempo per permettermi di rivedere il replay di un cazzo di paraguaiano con la faccia da comparsa di Apocalypto, di quelli che muoiono scannati dopo cinque minuti di film, passare la palla al capitano de quelli là che prende e segna. Tre a uno, in dieci, con lo stronzissimo segnale di Sky che continua a fare il cazzo che gli pare. Ormai se la stamo a giocà con l’Antenora.
Per il resto della gara lo stronzissimo segnale di Sky resta più o meno in vita, sicuramente più della Roma, che fa la peggio cosa che una squadra in svantaggio al derby possa fare: riaprire la partita (senza poi pareggiare). Sì perché se tu non segni il 2-3 io inizio a farmi una ragione del fatto che abbiamo perso il terzo derby di fila per colpa nostra, perché dal fallo di Kjaer all’uscita di Stekelenburg al festival di oggi, sono così tanti regali ai meno fortunati cugini che a confronto Telethon sembra un evento di tirchi. Invece no, tu mi segni il gol e addirittura mi riequilibri gli uomini in campo, così che io al 94’, quando Marquinho si avventa sul lancio di Bradley, io sto già in piedi a festeggiare come quella volta nel ’98. Ma il ’98 era il ’98, Zeman fumava in panchina, io fumavo sugli spalti, andavo all’università e uscivo tutte le sere.
Adesso Zeman non può più fumare in panchina, io ho proprio smesso, l’università non l’ho mai finita e se faccio tardi una volta in mezzo alla settimana mi ci vogliono quattro giorni per riprendermi. Infatti la palla colpisce l’esterno della rete: la mia partita finisce con un cazzottone sullo stipite della porta e le nocche doloranti.
Almeno però adesso l’inferno, qualsiasi cosa contenga, me fa ‘na pippa.

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commenti
  1. vnnvvvn ha detto:

    Ho seguito per radio perchè in macchina ma per il resto come non condivedere il tutto?

  2. 'povna ha detto:

    Anticamera dell’inferno: il segnale che va via alla finale degli Europei, questa estate. E, pur da altra sponda, concordo che rispetto al derby non ci sia paragone.

  3. insopportato ha detto:

    maa.. lo streaming sul pc invece della radio no? Dai ciccio, stavolta ti evito le battute, mi fai tenerezza 😛

  4. ilbuendia ha detto:

    Non posso esimermi dal partecipare a questa cerimonia laica.

    Anche io una volta ho preso un gol paro paro a quello che ha preso il nazista uruguagio che si chiama come un suo collega argentino
    che me lo ricordo quel nome come si ricorda una cosa così lontana nel tempo da risalire a un’epoca in cui si era ingenui bimbetti riempitori di album Panini.
    Giovavo al campetto dietro casa, terra e pietre a terra, e avevo 12 anni quando ho preso un gol così.

    E comunque io, ormai, quando la Roma segna e va in vantaggio non esulto più.

  5. simcek ha detto:

    Viv: sentire le partite alla radio ormai mi provoca un’angoscia incontrollabile.

    ‘povna: so che capisci, anche dall’altra sponda.

    insopportato: l’ho scritto: lo streaming delle partite fa cacare. Si blocca ogni 3×2, e mediamente è in ritardo di 4 minuti sulla diretta. Praticamente è cinema d’essai.

    buendia: Aurelia’ io t’abbraccio. Come s’abbracciano quelli che piangono abbracciati, pure quando la Roma perde.

  6. ventiseitre ha detto:

    Brutta storia brota. L’unico aspetto positivo della Roma di Zeman è la spiccata vena realizzativa di Lamela, cosa che mi sta portando in alto al fantacalcio. Magari tra qualche anno deciderete, finalmente, di assumere un allenatore.
    (io lo stronzo di Ostia lo venderei anche per un piatto di fagioli)

  7. ilbuendia ha detto:

    che poi visto siam qui a parlare di Roma
    diciamo pure che Zeman o non Zeman
    quest anno c’è una percentuale di cappellate in campo altissima.
    Che a volte uno per un attimo pensa, ma non è che era meglio Rosi?
    Non è che era meglio un qualunque terzino dell’Atalanta?

  8. simcek ha detto:

    ventiseitre: Lamela è il nuovo CR7. Peccato che uno sceicco ce lo porterà via a luglio.

    buendia: No, Rosi no. Dei terzini dell’Atalanta invece se ne può discutere.

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