Di spossatezza, di luci e di paesi civili

Pubblicato: 8 novembre 2012 in di italia
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Sì lo so, è un po’ che non scrivo nulla e sono pure latitante dai blog dei miei amici. Il fatto gli è – come direbbe Collodi – che per tutta una serie di fattori (figlia che si rifiuta improvvisamente di addormentarsi nel suo lettino, nuovi allenamenti in palestra che faranno di me un novello Bruce Willis – nel senso che perderò tutti i capelli – ma che esauriscono tutte le mie energie psicofisiche, sedute di fisioterapia per la mia cervicale da 80enne, et cetera et cetera) arrivo alla sera che sto più di là, se mai esiste un di là, che di qua.

Quindi portate pazienza per un po’, almeno finché la figlia non ricomincia ad addormentarsi a orari umani o la mia cervicale cederà definitivamente.

Però il tempo per parlarvi di una cosa lo trovo: si tratta delle luci abbaglianti. No, non quelle che pensano di vedere i contadini dell’Oklahoma fuori dal proprio fienile, la sera prima di accorgersi che metà delle loro mucche è inspiegabilmente sparita. E nemmeno quella luce che vede Jake Blues in chiesa (“la banda!”). No, proprio le luci abbaglianti delle automobili, quelle che si azionano quando si guida per deserte strade di campagna di notte, o molto più spesso quando si vuole chiedere strada dire a qualcuno di togliersi dalle palle.

Ecco, chiunque abbia visto un pezzetto di mondo al di fuori dei patri confini, sa che nei paesi civili “fare i fari” equivale da sempre a dire: “passa pure, amico automobilista”. Perché effettivamente non c’è bisogno di dire altro: ogni automobilista è abbastanza sicuro che i suoi colleghi rispetteranno le precedenze, quindi non fare nessuna segnalazione vuol dire “tutto normale, passo io dal momento che ho la precedenza”, e se invece si vuole fare la cortesia lo si segnala. In Italia le precedenze sono un concetto molto soggettivo: in genere da noi passa prima chi ha il mezzo più grosso, o chi è più prepotente/furbo/sventato. Quindi l’automobilista che da codice della strada avrebbe la precedenza, per essere sicuro fa i fari: “Ehi tu, sappi che io non ho alcuna intenzione di frenare, quindi non provare nemmeno a mettere il muso del tuo catorcio fuori da quello stronzissimo passo carrabile”.

E però è da qualche tempo che anche alcuni automobilisti di casa nostra hanno preso la sanissima abitudine di lampeggiare quando intendono dare strada. Che poi a pensarci è anche una cosa estremamente intelligente: ti faccio i fari così tu capisci che non accelererò appositamente per venirti addosso, così tu liberi velocemente l’incrocio e io procedo spedito verso la mia destinazione.

Ora, il problema qui da noi è che trovandoci in una fase di interregno, in cui numerosi guidatori continuano a usare i fari in versione minacciosa e altri in versione cortese, si dà luogo a numerosi malintesi: nel migliore dei casi – quando si scambia un cortese per un aggressivo – entrambe le auto si fermano in attesa di chiarire l’equivoco, quando invece si scambia un aggressivo per un cortese, beh, c’è lavoro per la municipale.

Ad ogni modo, la morale della favola è che se una parte degli automobilisti ha iniziato a usare le luci abbaglianti come il resto delle nazioni civili, forse anche in questo malridotto paese arde una fiammella di speranza. Il giorno che impareremo a usare la corsia di destra in autostrada, allora avremo diritto di chiamarci uno stato moderno.

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commenti
  1. insopportato ha detto:

    No, lo potremo fare quando smetteremo di tenere accesi i cazzo di fendinebbia quando la nebbia è solo nel cervello del guidatore!

  2. lafrangia ha detto:

    Un fenomeno interessante è la corsia “lenta” in autostrada: probabilmente sono solo io a non sapere che quelli che ce l’hanno grosso devono andare (anche a 75km/h ma) rigorosamente nelle due corsie di sorpasso.

  3. LaVostraProf ha detto:

    Io ormai accompagno i fari con ampi gesti del braccio che significano: vai, vai, che c’hai una coda dietro di tre chilometri, passa tu, che poi passo io.
    Reazione interessante: nessuno ci crede e ti guardano come se fossi la Madonna di Lourdes. Stanno lì, in adorazione. Poi, quando dopo novanta secondi decidi che non hanno capito e ti arrendi e fai per avviarti tu, quell’altro parte…
    Sulla corsia di destra in autostrada, ho fatto un viaggio con una collega piantata fissa sulla corsia centrale (corsia di destra vuota): “spostati a destra”, dicevo. E lei: “perché?” E poi mi ha detto: “se vuoi accelero” (cioè, per capirci, avrebbe accelerato per avere il diritto di stare sulla corsia centrale con quella di destra sempre vuota),

  4. simcek ha detto:

    Insopportato: io in genere rispondo con gli abbaglianti se hanno il retronebbia, o col retronebbia se hanno i fendinebbia.

    Frangia: in Italia verso la fine degli anni ’60 deve essersi sparsa la voce che a guidare per più di otto secondi sulla corsia di destra si seccano e cadono gli organi genitali.

    Prof: Vedi? Il guidatore medio crede ancora che sia una questione di velocità. Roba che in Germania ho visto Porsche sfrecciare bellamente oltre i 230 km/h sulla corsia di destra, semplicemente perché non c’era nessuno da sorpassare.

    • insopportato ha detto:

      anche io rispondo così, ma non serve a niente. E sul raccordo, per me, la corsia di destra è tipo la corsia del “se stai qui rischi la vita”, visto come si immettono dalle rampe…

      • simcek ha detto:

        Infatti in corrispondenza di un’immissione è buona norma spostarsi sulla corsia centrale, in modo da facilitare l’immissione stessa. Ma stiamo sempre a parla’ del resto del mondo.

  5. Anonimo SQ ha detto:

    Consiglierei a tutti un’esperienza con una caravan al traino a tutti, farebbe riflettere a lungo sull’educazione degli automobilisti medi. Un tempo, i maleducati erano i camionisti, gradassi per definizione; oggi, i + educati, proprio perché dei professionisti della strada, sono loro.
    Esempio: dovete immettervi in autostrada, con la ripresa di una vecchia ‘500 a porte controvento, dato il rapporto peso/potenza: il 90% degli automobilisti vi sorpasserà sia a sinistra che a destra (!!!), “rubandovi” la corsia. Alla fine vi troverete fermi, alla fine della pista di accelerazione (sic!), ad aspettare per 10’ che l’autostrada (o la tangenziale) sia vuota. Oppure (mi è successo) che una carovana di zingari (nelle stesse vs condizioni) vi agevoli l’immissione.
    Una illuminazione (mentre scrivevo): che siano cambiate le cose con i camion perché ormai sono quasi tutti stranieri ?

    Anonimo SQ

  6. simcek ha detto:

    Anonimo SQ: mi sa che sui camionisti hai ragione. Per il resto, guidare col caravan al traino in Italia credo ormai sia classificato come “sport estremo”.

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