Di amici, di facce e di libri

Pubblicato: 18 ottobre 2012 in di orrori
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Centottantaquattro: tante sono le persone nel mondo che possono fregiarsi del titolo di “amico mio” su Facebook. La maggior parte amici lo sono veramente o lo sono stati: ex compagni di scuola, ex compagni di vita, persone che non vedo da anni, altre che vedo tutti i giorni, qualcuna che rivedrei volentieri. Poi ci stanno persone che sono sì inserite fra gli “amici” ma che in realtà sono qualcosa di diverso: la Moglie, la Madre, il Padre, il Fratello e giù fino a un paio di gradi di parentame vario. Ci sono poi degli amici potenziali: personaggi incrociati per un batter d’occhio coi quali in qualche modo è emersa una qualche affinità, e infine quelli che chiedono l’amicizia e pare brutto non darla.

Centottantaquattro persone sono una comunità abbastanza variegata, specialmente se, come nel mio caso, appartengono a otto o nove nazioni differenti, professano altrettante differenti religioni (senza contare le varie dottrine), parlano giocoforza lingue diverse e hanno un’età che va dai 16 ai 76, tipo i giochi della Ravensburger. Eppure questo insieme così eterogeneo di persone singolarmente molto diverse l’una dall’altra è in realtà divisibile in non più di dozzina di categorie (chissà cosa avrebbe detto Weber se avesse potuto studiare i social network. Probabilmente qualcosa di brutto), che il vostro si è preso la briga di andare ad analizzare.

Il silente – Un po’ come gli ignavi danteschi non appartenevano all’inferno, i silenti non appartengono veramente a FB. Hanno sì un profilo, ma non si connettono mai perché non hanno tempo, o più spesso fanno finta di non averne. Fra di loro si nascondono comunque i guardoni, che su FB non si palesano mai ma che si fanno beatamente i cazzi degli altri.

Il complottista – Per lui c’è sempre qualcosa dietro. Crollano le Twin Towers? È stato Bush che ha messo dell’esplosivo negli edifici per avere un pretesto per attaccare l’Iraq. L’uomo va sulla Luna? È un film girato in gran segreto negli studi di Hollywood. Un aereo lascia una scia in cielo? Sono sostanze chimiche che servono a controllare a piacimento il tempo atmosferico / a controllare le menti umane / a provocare malattie / a far vincere la squadra avversaria domenica. Il collega mette una cravatta fucsia? È chiaramente un rettiliano che sta comunicando in codice con i suoi simili. Il complottista legge esclusivamente NoCensura, InformareXresistere, Disinformazione.it, Luogocomune.it e altra fuffa simile: tutti siti che promettono di dare le notizie che “non leggerete da nessuna altra parte”. Il che è fortunatamente vero.

L’antipolitico – L’uomo (o la donna, of course) al quale non bastano mai i punti esclamativi e per il quale il caps lock è uno stile di vita. L’antipolitico brucia di un fuoco purificatore che a confronto Cecco Angiolieri pare un democristiano: lui li ammazzerebbe tutti, li impiccherebbe, li avvelenerebbe, li metterebbe alla gogna, li manderebbe a lavorare, li farebbe alzare lui alle 6 di mattina ‘sti bastardi. È un fan sfegatato di Travaglio, Santoro, Gabanelli e Formigli, e commenta in diretta le puntate dei rispettivi show (“SENTITO CHE HA APPENA DETTO XXX A SERVIZIO PUBBLICO? SENZA VERGOGNA!!!!!!!!!!!!!!!!!!”). Incita alla rivoluzzione un’ora sì e l’altra pure, poi però quando c’è veramente da scendere in piazza lui non può, che c’ha gli yogurt che gli scadono.

Il citazionista – Colui che, non essendo stato dotato di sufficienti neuroni per formulare pensieri propri, si limita a citare sempre e solo quelli altrui. I più pigri fra i citazionisti condividono le immagini-citazioni di pagine create appositamente per loro, così non devono nemmeno fare la fatica di pigiare sulla tastiera. L’aspetto più preoccupante è comunque che gli autori citati sono sempre gli stessi cinque: Jim Morrison, Oscar Wilde, Albert Einstein (che stando a quanto si legge su FB non fu un genio della fisica, ma un autore di bigliettini dei Baci Perugina), Vasco Rossi, Fabio Volo.

L’instagrammista – Fotografa tutto: il traffico al mattino mentre va in ufficio, la colazione al bar, la propria scrivania, quella del collega, le proprie scarpe, quelle del collega, il pranzo, la propria scrivania dopo pranzo, l’orologio, il traffico mentre torna a casa, i propri piedi in ciabatte di fronte alla tv, la tv, la cena preparata dalla moglie, la cena preparata da lui, la cena al ristorante, il caffè dopo cena, l’ammazzacaffè, i piedi della moglie davanti alla tv, il letto… Tutto rigorosamente con effetto “anni ‘70”, anche se lui negli anni ’70 in realtà manco c’era.

L’homo habilis 2.0 – Colui che nella vita avverte solo i bisogni primari: fame, sete, sonno, cacca, pipì. Il problema è che sente anche il bisogno di comunicarli al mondo, che sbadiglia interessatissimo.

Il salutatore – Nella versione “pure” appare solo due volte al giorno: al mattino presto con un BUON GIORNO!!! (punti esclamativi variabili, mai inferiori a tre) e alla sera con un BUONA NOTTE….. (puntini di sospensione variabili, mai inferiori a 5). Nella versione “mix” appartiene anche ad altre categorie, generalmente homo abilis 2.0 o instagrammista, ma non mancano gli antipolitici.

Il notista – Vive qualsiasi evento della sua vita, anche il più banale, come un’esperienza irripetibile, della quale deve dare conto a tutti gli amici virtuali. Scrive pertanto quotidiane note chilometriche taggandovi quante più persone possibile. Almeno finché non scopre l’esistenza dei blog: a quel punto inizia a scrivere interminabili post che linka su FB, taggandovi quante più persone possibile.

L’intimista – Parla sempre apparentemente a un non meglio identificato “tu”: “Quanto mi manchi”, “Oggi con quel vestito stavi benissimo”, “Quando fai così ti odio”, “E continuo a pensarti”. Personaggio che ha evidentemente dimenticato l’esistenza del telefono.

Il familista – I suoi status e le sue foto hanno sempre e solo un soggetto: i figli. Al mare, in montagna, a casa, a scuola, con la febbre, con i pidocchi, col moccolo al naso, e oggi Ciccio ha fatto questo, e oggi Nina ha detto quello. L’equivalente internettiano dell’amico che ti invita a casa il 1° settembre per farti vedere il filmino delle vacanze.

Il piacitore – Raramente scrive qualcosa di suo, ma abusa in maniera ossessivo-compulsiva del tasto “mi piace”. L’amico parte per le vacanze? Mi piace. La foto dei bucatini all’amatriciana? Mi piace. È morta la nonna di Tizio? Mi piace. Caio e Sempronia si sono lasciati? Mi piace. A volte viene comprensibilmente picchiato a sangue.

L’animalista – Mette solamente foto del suo animale preferito, e manco a dirlo l’immagine del profilo è quella del cucciolo di casa. È un convinto assertore della superiorità etica e morale di qualsiasi animale sull’uomo, e sostiene zeloticamente qualsiasi gruppo animalista. Gli animalisti hanno comunque un grande merito: sono i padri inconsapevoli di due pietre miliari della cinematografia moderna quali “L’esercito delle 12 scimmie” e “28 giorni dopo”.

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commenti
  1. Zio Effe ha detto:

    Molto vero. Io ho molti salutatori che se credono er papa “Buongiorno a tutti” scrivono, e come se una folla di fedeli non attendesse altro nella vita. Tra l’altro mortacci loro mi danno il buongiorno a mezzogiorno, permetti che mi possano girare i coglioni?

  2. 'povna ha detto:

    Mi riconosco in quasi tutto, anche se secondo me spesso si appartiene anche a più di una categoria. La cosa che mi inquieta, è che non riconosco la mia di appartenenza (sono sicuramente una citazionista, ma le citazioni me le scrivo da me e direi di non avere mai attinto ai magnifici cinque di cui sopra). Chiaramente, molte di queste cose si applicano anche a coloro che hanno, o, soprattutto, commentano, i blog!

    ps e quasi OT: mi pare di evincere (ma sto facendo esercizio di interpretazione, quindi soggetto a molti errori) che anche tu stai iniziando a notare una pericolosa deriva della Gabanelli verso lidi assai meno precisi, informati e liberali…

  3. lanoisette ha detto:

    se Weber avesse analizzato i social network ti avrebbe preso come assistente.

    anch’io, come la povna, non mi riconosco in nessuna categoria. mi vien voglia di chiedereti l’amicizia su FB per farmi analizzare, a questo punto.

  4. simcek ha detto:

    ‘povna: in realtà mancano un paio di categorie, ma essendo quelle a cui appartiene anche il sottoscritto temo di mancare di obiettività nel descriverle. Per completezza però dovrei aggiungerle.

    noisette: sarei onorato della Sua amicizia su faccialibro (ma come analista non credo di valere un granché…)

  5. Zio Effe ha detto:

    Il problem dei signori Buongiorno è che spesso il loro buongiorno te lo danno a mezzoggiorno, mortacci loro

  6. simcek ha detto:

    Zio Effe: sorry, ma mi eri finito nello spam. Per me ognuno che mette “buongiorno” dopo le 8 dovrebbe essere condannato a un mese alla linea di Pomigliano.

    ‘povna: ti dovevo una risposta al quasi OT. Il mio rapporto con Report (scusa il gioco di parole, e tra l’altro mi viene in mente che tu sarai una delle sei o sette persone in Italia che lo pronunciano con l’accento giusto) è di molto travagliato. Fino a due anni fa lo preferivo spesso addirittura al posticipo di A, poi però mi sono accorto che ogni domenica sera andavo a dormire con un’incazzatura grande così. E siccome più o meno l’andazzo che ha preso questo paese l’ho capito, ho deciso di smettere di vederlo, almeno per un po’. Ultimamente sono tornato a riaffacciarmi timidamente, e la sensazione – assolutamente non supportata dai fatti – è stata esattamente quella che hai descritto tu sopra.

  7. lanoisette ha detto:

    signore simcek, mi scriva in privé lanoisette@ymail.com così ci accordiamo.
    a meno che io non la possa trovare tra gli amici della nostra comune amica Frangia…

  8. ilbuendia ha detto:

    e poi c’è chi su facebook si crea un profilo ombra unicamente per poter leggere
    le note di kansas city 1927

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